Riforma IVA nella Unione Europea

giugno 15, 2018

riforma IVA UE

Il 25 maggio la Commissione ha proposto modifiche tecniche dettagliate delle norme UE relative all’IVA, che completano la recente proposta di riforma del sistema per renderla più impermeabili alle frodi.

Estratto dal comunicato stampa:

Semplificazione del modo in cui sono tassati i beni

Nell’attuale sistema dell’IVA, gli scambi di merci tra imprese sono suddivisi in due operazioni: una vendita senza IVA nello Stato membro d’origine e un’acquisizione tassata nello Stato membro di destinazione. La proposta presentata oggi pone fine a questa decomposizione artificiale di una singola operazione commerciale. Una volta approvate, le modifiche alle norme sull’IVA definiranno gli scambi transfrontalieri di merci come “un’unica operazione imponibile”, garantendo così la tassazione delle merci nello Stato membro in cui termina il trasporto di merci. Le frodi sull’IVA dovrebbero essere considerevolmente ridotte.

Unico portale online (“sportello unico”) per gli operatori economici

Al fine di facilitare per quanto possibile la modifica delle norme IVA per le società, le modifiche proposte oggi introdurranno le misure necessarie per creare un portale online o “sportello unico” per tutti gli operatori B2B della UE per completare le loro formalità in materia di IVA, come annunciato nelle proposte di riforma della Commissione nell’ottobre 2017. Tale sistema sarà inoltre messo a disposizione delle società situate al di fuori dell’UE che desiderano vendere ad altre società all’interno dell’Unione e che altrimenti dovrebbero registrarsi ai fini dell’IVA in ciascuno Stato membro. Una volta entrato in vigore il sistema, queste società dovranno semplicemente nominare un intermediario nella UE per gestire le formalità IVA per conto loro.

Formalità amministrative ridotte

Gli emendamenti rafforzeranno il carattere di autoregolamentazione dell’IVA e ridurranno il numero di formalità amministrative che devono essere espletate dalle società quando vendono ad altre società situate in altri Stati membri. Gli obblighi di segnalazione relativi al regime transitorio dell’ IVA diventeranno superflui per lo scambio di merci. La successiva fatturazione per gli scambi nell’UE sarà regolata dalle regole dello Stato membro del venditore, che dovrebbe renderlo meno vincolante per quest’ultimo.

Il venditore è solitamente responsabile della riscossione dell’IVA

L’annuncio di oggi chiarisce che il venditore è responsabile per l’addebito dell’IVA dovuta su una vendita di beni al suo cliente situato in un altro paese della UE al tasso applicabile nello Stato membro di destinazione. L’acquirente della merce sarà responsabile per l’IVA solo quando il cliente è un soggetto passivo certificato, cioè un contribuente affidabile, riconosciuto come tale dalle autorità fiscali.

 

Accesso al comunicato stampa (solo in inglese): ec.europa.eu/taxation_customs

 

 

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