I viaggi delle imprese italiane: destinazioni, prodotti e strategie export

aprile 01, 2014

Stretegie Sviluppo ExportSono 210mila le Pmi italiane che hanno venduto i loro prodotti all’estero almeno una volta. 70mila sono quelle che, pur avendone le potenzialità, non l’hanno ancora fatto a fronte di circa 30mila che operano con continuità fuori dal mercato nazionale. In base ai dati Istat nel 2012 le esportazioni italiane hanno raggiunto 390 miliardi di Euro, registrando un aumento del 3,8% rispetto al 2011.

In generale a livello regionale i prodotti di maggior successo export sono diversi ma le modalità delle PMI sembrano accomunate da un medesimo tratto distintivo: la mancanza di strategie mirate ad uno sviluppo commerciale estero solido e strutturato dovute a fattori sia interni sia esterni all’azienda.

INFOGRAFICA 

L’Italia insulare ha realizzato i risultati migliori con un +21,3%, aumentando così la propria quota sulle esportazioni complessive dal 4,3% del 2011 al 5% del 2012. Segue l’Italia centrale che mostra un andamento migliore rispetto alla media nazionale pari al +6,4%. Le regioni nord-occidentali registrano un +3,6%, quelle nord-orientali +1,2% e quelle meridionali +2,2%. In generale trend di export particolarmente positivi sia per i beni di consumo durevoli, con un +0,8% sia non durevoli, con +3,3%.

Il Piemonte occupa il quarto posto tra le Regioni esportatrici: con 41 miliardi di vendite all’estero nel 2013 segna un +3,8% rispetto ai 39,9 miliardi del 2012. La Germania rafforza il suo ruolo di partner commerciale della regione con 5,6 miliardi di acquisti; la Francia si conferma secondo mercato di sbocco con 5,5 miliardi  di euro; al terzo posto si colloca la Gran Bretagna che ha raggiunto un’incidenza del 6,2% sull’export regionale.  In termini di prodotti export la meccanica sale al primo posto per un valore di quasi 8.390 milioni di euro, pari al 21% delle vendite regionali all’estero. Nell’ambito dei  mezzi di trasporto la componentistica automotive ha registrato una leggera flessione compensata dall’incremento di export di autoveicoli pari al +2%. L’export dei metalli cresce del  +12,5%, per un valore di 4.036,8 milioni di euro. Prodotti Food&Beverage raggiunge i 3.961,5 milioni di euro, + 5,5% del 2012 sul 2011. Infine sono cresciute a ritmi sostenuti anche le esportazioni di sostanze e prodotti chimici +3,3%.

La Lombardia punta sui cosmetici che comunque non vanno troppo lontano: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Austria e Turchia sono i primi Paesi importatori. Tra le province emerge Monza e Brianza con il 41,6% dell’export regionale (+39,5% dal 2012 al 2013), seguita da Milano con il 36% (+15,7%), terza Lodi con l’11,5% per un valore più che raddoppiato rispetto al 2012 (+103%). Il primato lombardo è confermato anche dai numeri delle imprese che operano nel settore della cosmetica che conta duemila aziende su diciassettemila in Italia, e circa ventimila addetti pari a 1/3 degli addetti nazionali.

In Veneto e in Friuli Venezia Giulia oltre il 67,8% delle aziende dichiara di avere rapporti d’affari con l’estero e questa attività incide in media per il 47,5% sul loro fatturato. Forte è la presenza delle imprese friulane e venete fuori dall’Italia ma pur sempre all’intero dei Paesi Europei: il 74,8% predilige l’Unione Europea e il 54,9% si dirige verso l’est Europa. Il 53,8% delle imprese si spinge sino in Russia e Repubbliche Baltiche.

Anche in Toscana crescono le esportazioni regionali soprattutto verso i paesi dell’Eurozona dove segnano un +7%.  In particolare verso la Francia (+3,6% moda, prodotti in metallo, agroalimentare, prodotti chimici per l’agricoltura); crescita delle vendite anche in Germania (+5,6%), per la meccanica, farmaceutica e agroalimentare. Il ritmo di crescita delle esportazioni verso la Spagna (+8,9%) è sostenuto da cartario, farmaceutica, macchine di impiego generale, automotive; incrementano  le esportazioni in Polonia (+21,3%) con riferimento a tutti i settori della meccanica, al cartario ed al sistema moda. Buoni risultati anche in Austria +9,3% e Romania +7,7%. Sempre positive ma in rallentamento le esportazioni verso i mercati extra-europei (+0,7%), tra cui spicca l’Africa con +31,4% rispetto all’anno precedente.

In Emilia Romagna, in particolare nella provincia modenese, l’export vale 10,7 miliardi di euro, pari al 21,3% dell’export regionale, secondo solo a quello dell’area bolognese. Il settore più propulsivo è quello alimentare che conta 1,14 miliardi di euro di esportazioni e una crescita del 16% tra il 2011 e il 2013. Seguono  il tessile per un valore di 849 milioni di euro e la ceramica, 1,79 miliardi di euro, che  si direziona maggiormente verso Francia, Medio Oriente, Arabia Saudita e Russia.

Alcune ricerche sociali rivelano che quando si tratta di avviare un mercato estero le imprese hanno la tendenza ad operare in maniera autonoma lasciandosi guidare più dall’istinto che da un percorso di sviluppo sistematico. Su questa dinamica intervengono fattori esterni e fattori interni all’azienda. Tra i primi si denota la difficoltà nel competere sui mercati esteri per vincoli legislativi o per l’assenza di interlocutori locali. Quelli interni sono dovuti principalmente ad una scarsa conoscenza dei mercati di approdo e la carenza di risorse temporali, economiche e umane adatte a cogliere simili sfide.

Le società che si sono affidate alle competenze di professionisti di internazionalizzazione di impresa, hanno potuto avviare il loro processo di sviluppo all’estero in modo molto più agevole e proficuo.

Fonti:
Ufficio Studi di Unioncamere Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna
Camera di commercio di Milano
Confagricoltura Piemonte
Ice su base Istat

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