Fare business in Iran. Rohani: “L’Italia primo partner europeo”

aprile 14, 2016

IRAN-ITALIA sbocchi commerciali

Da gennaio si è aperta una porta per le imprese italiane che vogliono espandersi in Iran. Si sono già siglati 36 contratti, tra questi un’intesa da oltre 3,5 miliardi di euro sull’alta velocità tra le Ferrovie italiane (Fs) e quelle iraniane. Arriveranno altri accordi commerciali nei settori delle infrastrutture, della ricerca e della cultura.  Il Business Forum Italia-Iran farà il punto sulle relazioni politico-economiche in campo industriale. I settori degli idrocarburi ed energia, infrastrutture, sanità e agricoltura sono quelli dove si sono aperte le maggiori opportunità per le 60 aziende italiane presenti con una delegazione di Confindustria. Il ritiro delle sanzioni dopo l’accordo sul nucleare del luglio scorso, secondo la Sace, potrebbe portare a un aumento dell’export in Iran di tre miliardi di dollari entro il 2018, con opportunità interessanti, dalle New Town, le città satellite che dovranno decongestionare la capitale, all’aeroporto nazionale di Merhabad, a una nuova autostrada urbana. La Cassa depositi e prestiti, assieme a Sace e Simest, si impegna a sostegno dell’export italiano con un sistema integrato di strumenti: 4 miliardi di euro di linee di credito erogate dalla Cdp nell’ambito del sistema “export banca” a controparti sovrane iraniane in complementarietà con il sistema degli intermediari creditizi. L’iniziativa è finalizzata ai grandi progetti e alle commesse nelle infrastrutture, nel comparto oil&gas e trasporti. Sono previsti altri 4 miliardi di euro di garanzie con linee di credito di Sace e Simest e 800 milioni di euro per favorire la ripresa delle attività delle PMI italiane con una linea di trade finance da 500 milioni di euro e un’altra da 300 milioni di euro.

SACE ha stilato un vademecum con le 10 regole d’oro per le imprese italiane che vogliono fare business in Iran.

  1. controllare se la sospensione delle sanzioni si applica ai prodotti di proprio interesse,
  2. verificare che le controparti iraniane con cui si vuole fare business non siano incluse nella lista dei soggetti ancora sanzionati,
  3. monitorare le procedure normative e doganali,
  4. accertarsi delle modalità di pagamento permesse,
  5. verificare che i contratti rispettino gli standard e le clausole previste a livello nazionale e internazionale,
  6. seguire l’evoluzione del processo sanzionatorio,
  7. sfruttare il potenziale del Paese per internazionalizzare la propria attività,
  8. proteggere gli investimenti dal contesto normativo ancora opaco e farraginoso,
  9. promuovere il proprio business attraverso la partecipazione a missioni e fiere,
  10. conoscere il contesto operativo in continuo mutamento.

Per essere introdotti in tutta sicurezza in questo mercato così attrattivo,  bisogna essere accompagnati da professionisti locali che riescano a mettervi in contatto diretto  sia con operatori del settore privato sia di quello pubblico grazie alla loro comprovata esperienza. Il nostro consolidato corrispondente a Teheran ha oltre 15 anni di attività a supporto di società orientate ad inserirsi nel mercato Iraniano.

 

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